Emigrante italiano
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Re: Emigrante italiano
L’ITALIANO
(TOTO CUTUGNO)
(TOTO CUTUGNO)
LASCIATEMI CANTARE CON LA CHITARRA IN MANO
LASCIATEMI CANTARE SONO UN ITALIANO.
BUONGIORNO ITALIA GLI SPAGHETTI AL DENTE
E UN PARTIGIANO COME PRESIDENTE
CON L’AUTORADIO SEMPRE NELLA MANO DESTRA
E UN CANARINO SOPRA LA FINESTRA.
BUONGIORNO ITALIA CON I SUOI ARTISTI
CON TROPPA AMERICA SUI MANIFESTI
CON LE CANZONI, CON AMORE, CON IL CUORE,
CON PIU’ DONNE SEMPRE MENO SUORE.
BUONGIORNO ITALIA, BUONGIORNO MARIA
CON GLI OCCHI PIENI DI MALINCONIA
BUONGIORNO DIO, LO SAI CHE CI SONO ANCH’IO.
LASCIATEMI CANTARE CON LA CHITARRA IN MANO
LASCIATEMI CANTARE UNA CANZONE PIANO PIANO
LASCIATEMI CANTARE PERCHE’ NE SONO FIERO
SONO UN ITALIANO UN ITALIANO VERO.
BUONGIORNO ITALIA CHE NON SI SPAVENTA
E CON LA CREMA DA BARBA ALLA MENTA
CON UN VESTITO GESSATO SUL BLU
E LA MOVIOLA LA DOMENICA IN TV.
BUONGIORNO ITALIA COL CAFFE’ RISTRETTO
LE CALZE NUOVE NEL PRIMO CASSETTO
CON LA BANDIERA IN TINTORIA
E UNA 600 GIU’ DI CARROZZERIA.
BUONGIORNO ITALIA, BUONGIORNO MARIA
CON GLI OCCHI PIENI DI MALINCONIA
BUONGIORNO DIO, LO SAI CHE CI SONO ANCH’IO.
LASCIATEMI CANTARE CON LA CHITARRA IN MANO
LASCIATEMI CANTARE UNA CANZONE PIANO PIANO
LASCIATEMI CANTARE PERCHE’ NE SONO FIERO
SONO UN ITALIANO UN ITALIANO VERO.
Anna Laura
Re: Emigrante italiano
TERRA STRANIERA
- Marletta - Liberati -
- Marletta - Liberati -
Terra straniera, Quanta malinconia!
Quando ci salutammo, non so perché
tu mi gettasti un bacio e fuggisti via,
eppure adesso, te lo confesso:
non penso a te …
Non li ricordo più quegli occhi belli
pieni di luce calda ed infinita…
Mi son dimenticato i tuoi capelli
e la boccuccia ch’era.. la mia vita.
Ma sogno notte e dì; la mia casetta,
la mia vecchietta che sempre aspetta…
L’amore del paese e della mamma
è una gran fiamma che brucia il cuor!..
Questa tristezza, questa nostalgia
sono il ricordo dell’Italia mia!
Terra straniera quanto t’ho accarezzata
Dolce chimera della mia gioventú
Penso com‘eri bella… come t’ho amata..
Ma tutto è vano, cosi lontano;
Non vivo piú!
Mamma io moriró di nostalgia
Se non rivedo te…e l’Italia mia!
Anna Laura
Re: Emigrante italiano
UE! PAISANO
(N.PAONE)
(N.PAONE)
Ue! Paisano.. Ue! Paesano.
Ue ue ue! Paisano… .Ue ue ue! Paesano.
Ue! Paesano come sta?.. Ue! Paesano come sta?
L’Italia è piccolina,
c’è gente in quantità
e questa è la rovina
che non si può campar.
Ognuno vuole andare
all’estero, si sa,
per guadagnare il pane
per il babbo e per mammà.
E lascia la famiglia,
di casa se ne va.
Guadagna il pane sì,
ma perde.. la felicità.
Ue! Paisano….Ue! Paesano.
Ue ue ue! Paisano….Ue ue ue! Paesano.
Lei sa che quel che dico è verità.
Passo per le vie del mondo,
vedo un tipo che è italiano,
vado a stringergli la mano
chissà in cuor che cosa ci ha…
…e dico...
Ue! Paisano…Ue! Paesano.
Ue ue ue! Paisano…Ue ue ue! Paesano.
Ue! Paesano come sta?…Ue! Paesano come sta?
Inchiostro carta e penna.
Carissima mammà
io qui sto molto bene,
non ti preoccupar.
E tu, dimmi, come stai
e come sta papà.
Ti prego di rispondere,
non mi far aspettar.
E aspetta aspetta
un giorno una lettera ci sta,
e mia sorella scrive...
che non c’è più mammà…
…E dico
Ue! Paisano…Ue! Paesano.
Ue ue ue! Paisano…Ue ue ue! Paesano.
Ue! Paesano come stà?..Ue! Paesano come stà?
Ma lei è forse Piemontese,
Lombardo, Genovese.
È Veneto, Giuliano, Tridentino, Emiliano,
delle Marche oppur Toscano,
forse Umbro mio paesano,
dall’Abruzzo, dalla materna,
quella nostra Roma eterna.
È di Napoli, pugliese,
forse Sardo o Calabrese,
Lucano, Siciliano.
Cosa importa, è Italiano!
E se è Italiano basta già!
Perché l’Italia è tutta bella
e anche questo è verità,
senza alcuna distinzione.
Dia la mano e venga qua…
…e dico
Ue! Paisano…Ue! Paesano.
Ue ue ue! Paisano…Ue ue ue! Paesano.
Ue! Paesano come sta?..Ue! Paesano come sta?
Anna Laura
Re: Emigrante italiano
Carissime, io oramai mi sento forestiera ovunque vada, ma in fin dei conti ho pensato che forse è meglio per me tornare dove sono nata e cresciuta, anche se non mi sentirò amata almeno potrò amare.
Re: Emigrante italiano
DEDICA A CIRIGLIANO (Basilicata)
NOSTALGIA
Mi e’ sempre caro poterti rivedere,
amato Cirigliano.
Adagiato nel silenzio illuminato
dal sole d’Aprile,
i miei occhi ti vedono nella luce...
bello, dolce, atteso.
Il verde brillante e argentato,
gli alberi in fiore
sprizzati di bianco e rosa
mi riempiono gli occhi
ed il cuore di gioia.
Finalmente incontrero’
gli affetti cari di sempre.
Rivedro’ volti amici
che mi sorridono sinceri.
Stringero’ mani calde
di vecchie e nuove amicizie.
Vito Vitulli
Da: “Societa’ Cirglianese,” 1931 - 1997
NOSTALGIA
Mi e’ sempre caro poterti rivedere,
amato Cirigliano.
Adagiato nel silenzio illuminato
dal sole d’Aprile,
i miei occhi ti vedono nella luce...
bello, dolce, atteso.
Il verde brillante e argentato,
gli alberi in fiore
sprizzati di bianco e rosa
mi riempiono gli occhi
ed il cuore di gioia.
Finalmente incontrero’
gli affetti cari di sempre.
Rivedro’ volti amici
che mi sorridono sinceri.
Stringero’ mani calde
di vecchie e nuove amicizie.
Vito Vitulli
Da: “Societa’ Cirglianese,” 1931 - 1997
Anna Laura
Re: Emigrante italiano
LA MADONNA DELLA GROTTA (poesia lucana)
La Madonna della grotta,
la Madonna addormentata
la Madonna degli emigrati
da una pietra petrone
scavata da un brigante pentito
che si chiamava Donato Grosso.
Era un brigante pentito
che aveva fatto il voto alla Madonna.
Aveva una piccola proprieta’
sotto la fontana della grotta.
Faceva anche l’orto d’acqua
della fontana della grotta.
Io lo chiamavo l’orto della regina.
Pianto’ diverse piante di castagne.
Era un maestro elementare
e tutti quegli alunni lo aiutavano.
Erano i migliori alunni.
Da maestro bravo diceva agli scolari:
‘vi dovete insegnare a leggere
e scrivere e coltivare la terra.’
Ebbene, loro lavoravano
e s’insegnavano a leggere e scrivere.
Il maestro stava scavando un petrone
con l’intenzione di costruire una cappella
per togliersi il voto alla Madonna.
Quei bambini maschi lo aiutavano
con tutto il cuore
come fossero loro che si togliessero
il voto alla Madonna.
A quei tempi solo i mascoli
s’insegnavano a leggere e scrivere.
Le donne bambine
non le mandavano a scuola
per paura che scrivevano biglietti
al fidanzato.
Come dicevo,
quella pietra petrone
che la scavo’ Donato Grosso
un po’ col picco e un po’ con lo scalpello
con l’aiuto degli scolari
divenne un panorama
e un posto religioso.
Ma parliamo della festa della Madonna
che d’estate la portano alla cappella
e d’inverno al paese,
anche se la festa l’hanno cambiata.
Non e’ piu’ come prima
che la festa era di giorno.
Quest’anno capitai a godermi la festa.
Vidi tutto cambiato.
La chiamano la festa
della Madonna degli emigrati,
e delle fiaccolate,
la Madonna addormentata.
Tutta la popolazione
stretta intorno l’aspettava
quando usciva dalla cappella
e la posano sul piedistallo.
La popolazione aspettava.
Si era fatto gia’ scuro,
ed io domandai:
‘ma quando si sbrigano?’
Mi dissero:
‘e’ tutto cambiato.
Faranno la fiaccolata’.
La Madonna era gelata
come il cuore degli emigrati.
La banda tutta pronta per suonare
e comincio’ a balbettare:
para papu’
para pipi’
piloli’
piripiripipipiripu’
pururu’
pum pum.
Girai gli occhi e vidi scritto
intorno al trombone
CITTA’ DI STIGLIANO,
e dissi:
percio’ cantano alla stiglianese.
E ci avviammo in quella oscurita.’
Guardando la Madonna
sembrava che rideva.
Vidi scendere un lacrimone
dall’occhio destro della Madonna
per la contentezza che vide
tutti quegli emigrati
che l’accompagnavano.
Sembrava che dicesse
con la testa piegata:
‘figli miei
non ve ne andate.
Restate con noi.
Non abbandonate questa tradizione.’
La popolazione cantava a bassa voce
ed io volevo domandare
perche’ si cammina in questa oscurita’.
Mi dissero:
‘zitto che stanno pregando.
dicono il rosario.’
Ma come,
io so che quando si andava in processione
si parlava e si diceva:
‘quanto vanno i pomodori
sott u pualazz?’
e la Madonna tutta allegra
che aveva visto i suoi figli emigrati.
Dopo una settimana andai in chiesa,
vidi la Madonna
tutta amareggiata
con quelle lacrime d’argento
vedendo che gli emigrati
stavano partendo.
Ma era pure contenta
perche’ tutti l’avevano accompagnata
e visitata.
Madonna mia della grotta,
tu che piangi a dirotto
che hai perduto i tuoi figli emigrati,
ogni anno il paese si assottiglia.
Hai perduto i tuoi figli.
Madonna affezionata,
Madonna degli emigrati,
un giorno torneremo per sempre
al nostro paesello.
Madonna della grotta,
Madonna addormentata,
prega per noi emigrati.
Torneremo
nel nostro splendido paesello,
per far contenta la Madonna bella.
Giambattista Urgo
Agosto 2006
La Madonna della grotta,
la Madonna addormentata
la Madonna degli emigrati
da una pietra petrone
scavata da un brigante pentito
che si chiamava Donato Grosso.
Era un brigante pentito
che aveva fatto il voto alla Madonna.
Aveva una piccola proprieta’
sotto la fontana della grotta.
Faceva anche l’orto d’acqua
della fontana della grotta.
Io lo chiamavo l’orto della regina.
Pianto’ diverse piante di castagne.
Era un maestro elementare
e tutti quegli alunni lo aiutavano.
Erano i migliori alunni.
Da maestro bravo diceva agli scolari:
‘vi dovete insegnare a leggere
e scrivere e coltivare la terra.’
Ebbene, loro lavoravano
e s’insegnavano a leggere e scrivere.
Il maestro stava scavando un petrone
con l’intenzione di costruire una cappella
per togliersi il voto alla Madonna.
Quei bambini maschi lo aiutavano
con tutto il cuore
come fossero loro che si togliessero
il voto alla Madonna.
A quei tempi solo i mascoli
s’insegnavano a leggere e scrivere.
Le donne bambine
non le mandavano a scuola
per paura che scrivevano biglietti
al fidanzato.
Come dicevo,
quella pietra petrone
che la scavo’ Donato Grosso
un po’ col picco e un po’ con lo scalpello
con l’aiuto degli scolari
divenne un panorama
e un posto religioso.
Ma parliamo della festa della Madonna
che d’estate la portano alla cappella
e d’inverno al paese,
anche se la festa l’hanno cambiata.
Non e’ piu’ come prima
che la festa era di giorno.
Quest’anno capitai a godermi la festa.
Vidi tutto cambiato.
La chiamano la festa
della Madonna degli emigrati,
e delle fiaccolate,
la Madonna addormentata.
Tutta la popolazione
stretta intorno l’aspettava
quando usciva dalla cappella
e la posano sul piedistallo.
La popolazione aspettava.
Si era fatto gia’ scuro,
ed io domandai:
‘ma quando si sbrigano?’
Mi dissero:
‘e’ tutto cambiato.
Faranno la fiaccolata’.
La Madonna era gelata
come il cuore degli emigrati.
La banda tutta pronta per suonare
e comincio’ a balbettare:
para papu’
para pipi’
piloli’
piripiripipipiripu’
pururu’
pum pum.
Girai gli occhi e vidi scritto
intorno al trombone
CITTA’ DI STIGLIANO,
e dissi:
percio’ cantano alla stiglianese.
E ci avviammo in quella oscurita.’
Guardando la Madonna
sembrava che rideva.
Vidi scendere un lacrimone
dall’occhio destro della Madonna
per la contentezza che vide
tutti quegli emigrati
che l’accompagnavano.
Sembrava che dicesse
con la testa piegata:
‘figli miei
non ve ne andate.
Restate con noi.
Non abbandonate questa tradizione.’
La popolazione cantava a bassa voce
ed io volevo domandare
perche’ si cammina in questa oscurita’.
Mi dissero:
‘zitto che stanno pregando.
dicono il rosario.’
Ma come,
io so che quando si andava in processione
si parlava e si diceva:
‘quanto vanno i pomodori
sott u pualazz?’
e la Madonna tutta allegra
che aveva visto i suoi figli emigrati.
Dopo una settimana andai in chiesa,
vidi la Madonna
tutta amareggiata
con quelle lacrime d’argento
vedendo che gli emigrati
stavano partendo.
Ma era pure contenta
perche’ tutti l’avevano accompagnata
e visitata.
Madonna mia della grotta,
tu che piangi a dirotto
che hai perduto i tuoi figli emigrati,
ogni anno il paese si assottiglia.
Hai perduto i tuoi figli.
Madonna affezionata,
Madonna degli emigrati,
un giorno torneremo per sempre
al nostro paesello.
Madonna della grotta,
Madonna addormentata,
prega per noi emigrati.
Torneremo
nel nostro splendido paesello,
per far contenta la Madonna bella.
Giambattista Urgo
Agosto 2006
Anna Laura
Re: Emigrante italiano
Nessun uomo è un'isola, intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte della terra.
Se una zolla viene portata via dall'onda del mare,
l'Europa ne è diminuita,
come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o una magione amica, o la tua stessa casa.
Ogni morte di un uomo mi diminuisce,
perché io partecipo dell'umanità.
E così, non mandare mai a chiedere
per chi suona la campana.
Essa suona per te.
JOHN DONNE
Ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte della terra.
Se una zolla viene portata via dall'onda del mare,
l'Europa ne è diminuita,
come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o una magione amica, o la tua stessa casa.
Ogni morte di un uomo mi diminuisce,
perché io partecipo dell'umanità.
E così, non mandare mai a chiedere
per chi suona la campana.
Essa suona per te.
JOHN DONNE
Anna Laura
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